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Settori di interesse »  Legno

Grandissima produzione di legno in tempi  brevi (La paulownia dal giorno in cui viene piantata ci offre
in un tempo di circa 25 anni circa 1100 mc di legno pregiato e circa 400 mc di legno da chippare).

Guadagno medio annuo di € 3500-5000 per ettaro.

Generalità

 

Il legno è una materia prima rinnovabile ecologica e che possiede infinite possibilità di impiego nei settori più diversi come costruzioni, mobilio, arredi, attrezzi, strumenti musicali, ma anche come combustibile, come materiale strutturante per compostaggio, come filtri, come coibentanti e moltissimo altro ancora.

 

In una così elevata ed eterogenea possibilità di impiego si utilizzano legni diversi, valutando le funzioni predominanti che devono essere soddisfatte per ciascuna applicazione, ma andando a valutare i requisiti del legno di paulownia si scopre che le possibilità di impiego sono elevatissime, soprattutto in un mondo come quello attuale nel quale viene apprezzata la leggerezza, la facilità di lavorazione, la indeformabilità, la inattaccabilità da tarli e  molto altro ancora sotto riportato.

 

E quindi, perché la Paulownia ?

- Si essicca facilmente, in tempi brevissimi.

- Non si deforma.

- Non viene aggredito da parassiti.

- E' leggerissimo (pesa mediamente 280 kg/mc, tanto da venire chiamato l’alluminio del legno)-

- Ha grande durevolezza, elasticità e stabilità.
- Ha doti di risonanza acustica, quindi permette di realizzare strumenti musicali (ad esempio il Koto giapponese,
  è ricavato da una sezione di tronco di Paulownia).
- E' stabilissimo, permette di realizzare mobilio solo con l'uso di incastri-
- Ha una grande resistenza al fuoco (prende fuoco sopra i 440 gradi centigradi).
- Assorbe pochissima umidità ed è quindi praticamente impermeabile e non soggetto a marcescenza.
- Ha una bassissima conducibilità e quindi grande potere isolante, adattissimo per costruzioni ecologiche.
- Non produce schegge quando si lavora.
- Non ha nodi.
- Ha un colore chiaro e facilmente verniciabile.

Oltre a queste caratteristiche importantissime dobbiamo tuttavia ricordare che utilizzando i nostri cloni e le nostre tecniche, si ottengono piante diritte con tronche senza rami per un’altezza di 5,5-6 metri, in un tempo di 6 anni; questo significa una produzione di legno di categoria A di oltre mezzo metro cubo per ogni pianta e quindi con i nostri metodi colturali una produzione pari a circa 300 mc di legno per ettaro per quattro tagli utili.

Ma tutti i requisiti sopra menzionati si riferiscono alla parte nobile della pianta, ovvero al tronco, da 0 fino a 5,5-6 metri di altezza, ma tutta la parte sovrastante  del tronco, sino a circa 20 metri di altezza ed i rami ad esso collegati, presenta altre possibilità di utilizzo, da valutare in ogni diversa situazione, per produrre

» legno per cassette,

» pellett

» biochar

» di letti filtranti,

» materiale fonoassorbenti e coibentanti

» strutturante per compostaggio

» chippato come biomassa combustibile.

Foto sviluppo del progetto

Il problema attuale per la commercializzazione in Italia è semplicemente che il legno è poco conosciuto e tutte le nostre attività nel settore sono svolte con grande sforzo nel fare conoscere questo meraviglioso legno in tutti  gli operatori della filiera. Stiamo sviluppando anche ricerca e stiamo ottenendo risultati via via più importanti, con i quali, già da ora abbiamo difficoltà con il poco legno esistente in Italia a soddisfare le richieste.

 

Riportiamo parte di  una relazione del Ministero delle politiche agricole
a riguardo della forestazione:


La Filiera Legno italiana presenta numerose opportunità di crescita specialmente a monte della filiera stessa, per imprese1, singole e associate, che svolgono attività agro-selvicolturali assicurando, oltre alla produzione di legno, la gestione e la manutenzione continua del territorio.

 

Il miglioramento della qualità delle produzioni forestali nazionali e dell’efficienza della filiera foresta-legno ed energia si colloca all’interno della strategia nazionale del Programma Quadro per il Settore Forestale (PQSF), coerentemente con gli impegni sottoscritti a livello internazionale ed Ue dal nostro Paese: cambiamenti climatici, biodiversità, normativa sulla commercializzazione del legno (Regolamento CE n. 2173/2005 sul Forest Law Enforcement, Governance and Trade) e sulle importazioni di legname (Regolamento CE n. 995/2010 o Timber regulation).

 

Attualmente si stima che nelle attività connesse alla filiera del legno (dalla produzione, alla trasformazione industriale in prodotti semilavorati e finiti, fino alla commercializzazione - mobili, impieghi strutturali, carta, cartone, pasta di cellulosa e legno per fini energetici), siano coinvolte circa 80.000 imprese, per oltre 500.000 unità lavorative alimentari e forestali.

 

Con riferimento alle importazioni ed esportazioni per il settore legno-mobili, escludendo Lussemburgo e Malta, l’Italia risulta il paese con il più basso grado di auto-sufficienza nell’approvvigionamento di materia prima legnosa. Le importazioni di materia prima per usi industriali negli ultimi 5 anni sono risultate in media pari a circa 12 milioni di m3 annui, contro una produzione interna di poco più di 2 milioni di m3 di legname.

 

Importanti opportunità per la crescita e lo sviluppo socio-economico dei territori montani e rurali sono offerte dal riconosciuto ruolo “multifunzionale” svolto dalle superfici boschive, che si concretizza nella fornitura di tutta una serie di servizi e benefici ambientali e sociali irrinunciabili, grazie anche alle diversificate caratteristiche ecologiche e di pregio ambientale uniche nel panorama forestale europeo.

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